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Web design 6 min

European Accessibility Act: il tuo sito è a norma?

Dal giugno 2025 molti siti ed e-commerce devono essere accessibili per legge. Chi è obbligato, cosa rischia e come adeguarsi senza rifare tutto.

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Dal 28 giugno 2025 è pienamente operativo l'European Accessibility Act (in Italia recepito con il D.Lgs. 82/2022): una normativa europea che impone a molti prodotti e servizi digitali di essere accessibili alle persone con disabilità. Per tante aziende è ancora un punto cieco — e i controlli sono iniziati.

Cosa significa "sito accessibile"

Un sito accessibile può essere usato anche da chi naviga con screen reader, da tastiera, con ingrandimento o con difficoltà motorie e visive. Il riferimento tecnico sono le linee guida internazionali WCAG 2.1 livello AA: contrasti adeguati, testi alternativi alle immagini, navigazione da tastiera, moduli etichettati correttamente, struttura semantica chiara.

Chi è obbligato

  • E-commerce e servizi di vendita online verso consumatori.
  • Servizi bancari, finanziari e assicurativi digitali.
  • Trasporti, biglietteria e prenotazioni online.
  • Telecomunicazioni e servizi di comunicazione.
  • Servizi di media audiovisivi ed e-book.

Sono previste alcune esenzioni — in particolare per le microimprese (meno di 10 dipendenti e fatturato sotto i 2 milioni) che forniscono servizi — ma attenzione: l'esenzione non è automatica per tutti e dipende dall'attività. In caso di dubbio conviene verificare la propria posizione, non darla per scontata.

Cosa si rischia

La normativa prevede sanzioni amministrative per chi non si adegua, oltre al rischio reputazionale e alla perdita di clienti che semplicemente non riescono a usare il sito. Un e-commerce non accessibile, di fatto, sta lasciando fuori una fetta importante di potenziali acquirenti.

Come adeguarsi (senza rifare tutto)

Nella maggior parte dei casi non serve ricostruire il sito da zero. Il percorso che seguiamo è:

  • Audit di accessibilità per individuare i problemi reali, con test automatici e verifiche manuali.
  • Interventi prioritari: contrasti, testi alternativi, navigazione da tastiera, moduli e struttura.
  • Dichiarazione di accessibilità dove richiesta.
  • Processo continuo: l'accessibilità si mantiene nel tempo, soprattutto su siti che cambiano spesso.

Il bello è che un sito accessibile è anche più veloce, più chiaro e spesso posiziona meglio su Google: i criteri si sovrappongono in larga parte alle buone pratiche SEO e di usabilità.

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Questo articolo ha scopo informativo e non costituisce consulenza legale: per la tua specifica situazione valuta sempre un parere professionale.

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